Andreas Gerber

Andreas Gerber, lei era in prima linea quando si è trattato di implementare i crediti ponte COVID-19 – quali obiettivi ha raggiunto?
Credit Suisse è stato fin dall'inizio co-responsabile nell'allestimento del pacchetto di sostegno. Realizzare il programma è stata la decisione giusta al momento giusto per poter garantire che l'economia svizzera ricevesse un’iniezione di liquidità in modo rapido e senza complicazioni: circa un quinto di tutte le imprese in Svizzera ha finora usufruito di un credito ponte. È anche un segnale forte e una dichiarazione dell'interesse per l'imprenditoria nel nostro paese. L’approccio pragmatico alla soluzione ha portato alla Svizzera un grande riconoscimento anche a livello internazionale.

Azzardiamo uno sguardo al futuro: che cosa pensa cambierà da un punto di vista sociale, politico ed economico? 
Guardare nella sfera di cristallo è sempre difficile. La crisi lascerà tracce sull'economia svizzera – quanto queste saranno profonde e durature non sono in grado di valutarlo al momento. Una cosa è certa: una parte dell'economia e della società non sarà più come prima. Attualmente si sta sviluppando una presa di coscienza riguardo alle dipendenze della nostra economia e della nostra società, compresi i rischi connessi. Le aziende potrebbero ad esempio chiedersi se non sia forse opportuno riportare sotto il proprio controllo, e anche geograficamente più vicine alla Svizzera, alcune parti della catena di creazione del valore. Ciò non deve però necessariamente significare che la tendenza a lungo termine verso un mondo globalizzato sarà bloccata. In questo contesto si apriranno anche nuove opportunità e nasceranno nuovi modelli operativi.

Quanto rapidamente il mondo possa trasformarsi in breve tempo ce lo hanno dimostrato molto in modo molto chiaro gli ultimi mesi. Come giudica la situazione attuale?
Ho grande rispetto per le imprenditrici e gli imprenditori in questo Paese. Anche nella situazione attuale mi colpisce ancora una volta l'approccio professionale e agile nei confronti della crisi. La capacità di adattarsi rapidamente alla nuova situazione dice molto sulla forza e la solidità della nostra economia. I prossimi trimestri saranno impegnativi per la maggior parte delle imprese e richiederanno agilità. Forse servono anche altri strumenti ausiliari per mobilitare il capitale privato e finanziare gli investimenti. Se si normalizza la situazione globale, per l'anno prossimo in alcuni comparti potremo però anche contare su un effetto di recupero con una crescita economica superiore alla media.

Una cerimonia di conferimento di un premio imprenditoriale con 1000 o più ospiti raccolti nello stesso luogo è ancora attuale in un mondo sempre più digitalizzato?
Stiamo in effetti vivendo un altro momento chiave nella storia della digitalizzazione. Per una volta non sono tanto le innovazioni tecnologiche a determinarlo, bensì il fattore umano. Tuttavia, sono convinto che anche in tempi di digitalizzazione sono necessarie le relazioni personali – la crisi da coronavirus ci ha reso chiaro anche questo fatto: teniamo in gran conto gli incontri personali, anche se per ora a debita distanza. Naturalmente dobbiamo anche adattare gli eventi alle nuove esigenze e ai concetti di protezione. Proprio per questo motivo abbiamo tenuto per la prima volta il Prix SVC in forma ibrida. Una parte degli ospiti era presente in loco, ma abbiamo potuto condividere la premiazione con tutti gli interessati via Livestream.

In questi tempi turbolenti, quale sarà il posto dell’SVC in quanto maggiore network per le piccole e medie imprese (PMI) in Svizzera? Le giovani generazioni sono piuttosto scettiche nei confronti dei classici modelli di associazioni e federazioni?
È proprio così. A livello di associazione stiamo lavorando ad alcune innovazioni per trovare un posto in questo nuovo contesto. Inoltre, i giovani imprenditori dovrebbero poter approfittare maggiormente delle conoscenze di colleghi e colleghe più esperti su piattaforme dedicate. Infatti, le innovazioni nascono dalla combinazione di conoscenze già esistenti, idee originali e sguardi oltre i propri confini. Perciò stringiamo in modo mirato partnership con altre organizzazioni che sono già affermate in questo segmento. Posso portare ad esempio le cooperazioni con il campo estivo NextGen del SEF o con il team dei Top-100-Swiss-Startup-Awards.

In questi tempi turbolenti, quale sarà il posto dell’SVC in quanto maggiore network per le piccole e medie imprese (PMI) in Svizzera? Le giovani generazioni sono piuttosto scettiche nei confronti dei classici modelli di associazioni e federazioni?
È proprio così. A livello di associazione stiamo lavorando ad alcune innovazioni per trovare un posto in questo nuovo contesto. Inoltre, i giovani imprenditori dovrebbero poter approfittare maggiormente delle conoscenze di colleghi e colleghe più esperti su piattaforme dedicate. Infatti, le innovazioni nascono dalla combinazione di conoscenze già esistenti, idee originali e sguardi oltre i propri confini. Perciò stringiamo in modo mirato partnership con altre organizzazioni che sono già affermate in questo segmento. Posso portare ad esempio le cooperazioni con il campo estivo NextGen del SEF o con il team dei Top-100-Swiss-Startup-Awards.

Vi sono elementi del successo che ritrova costantemente nei vincitori?
Rimango affascinato ogni volta dalla forza innovativa coniugata alla precisione, all’affidabilità e alla perseveranza dei nostri finalisti. È impressionante vedere con quanta passione le imprenditrici e gli imprenditori si mettono all’opera giorno dopo giorno e quanto apprezzano e si prendono cura dei loro collaboratori. Sono un grande fan dell'economia svizzera. Ammiro il modo in cui le imprenditrici e gli imprenditori mostrano un coraggio costante, mettono in discussione ciò che già esiste e hanno l’ambizione di rendere migliore ciò che è già ottimo.

E cosa le piace in particolare del Prix SVC Ostschweiz?
La giuria di esperti del Prix SVC Ostschweiz riesce ogni volta a scoprire campioni nascosti e perle rare tra le PMI della Svizzera orientale. Sono inoltre molto lieto di poter far conoscere a un pubblico più vasto e di celebrare questi campioni nascosti, alcuni dei quali sono leader di mercato a livello mondiale nei rispettivi settori, con la cerimonia di consegna del Prix SVC. E quest’anno vale ancora di più: festeggiamo l'imprenditoria svizzera – ora più che mai!

 

Andreas Gerber (52) è entrato a far parte di Credit Suisse nel 1989; nel 2009 è stato promosso Managing Director e da aprile 2015 è responsabile di Affari PMI Svizzera. La sua carriera professionale lo ha condotto dall'assistenza di grandi clienti quotati in borsa alla direzione degli affari con la clientela commerciale nell'area di mercato Berna, fino al ruolo di responsabile PMI regione Mittelland. Nel mese di settembre 2010 si è trasferito a Zurigo, dove ha condotto per quattro anni gli affari con la clientela commerciale della regione Zurigo e Sciaffusa.
È economista aziendale SUP, ha svolto l'Executive Program allo Swiss Finance Institute (SFI) di Zurigo e alla Tuck School of Business at Dartmouth di Hanover (Stati Uniti). Già vicepresidente, ha assunto la presidenza del Swiss Venture Club (SVC) a partire da settembre 2017.